Uno dei settori colpiti dalla crisi Covid-19 è stata quella della raccolta differenziata dei rifiuti e del loro riciclo. Per ora tralasciamo la questione mascherine, che continua a destare non poche preoccupazioni.

Per fortuna qualcuno è riuscito a resistere alla crisi, parliamo di CONOU. L’ente consortile che si occupa della raccolta e dello smaltimento dell’olio usato. Dobbiamo essere fieri di una organizzazione italiana che ci è invidiata in Europa.

Un modello organizzativo che ha sfidato la crisi Covid-19.

Uno dei primi campanelli d’allarme suonati in Italia con lo scoppio della pandemia di coronavirus è stato quello del settore rifiuti. Fin dai momenti iniziali, infatti, l’emergenza ha portato all’esasperazione carenze e mancanze storiche del comparto. C’è però un segmento in questo contesto che si è dimostrato più resiliente di altri; e che ha affrontato a testa alta la crisi sanitaria ed economica. Parliamo della filiera italiana degli oli usati e del Conou, il consorzio che in Italia si occupa della gestione, raccolta e trattamento.

Questa realtà è ormai da tempo una delle eccellenze nazionali ed europee in tema di economia circolare. Ma con l’arrivo della pandemia virale, il consorzio ha mostrato una straordinaria capacità di adattamento e resilienza. La rete di aziende concessionarie ha, infatti, garantito anche durante il lockdown la continuità dell’attività. Parliamo di quasi 70 realtà, che operano su tutto, il territorio nazionale e che con i loro automezzi raccolgono gli oli usati e li stoccano nei depositi.

Grazie a speciali provvedimenti gestionali, il Conou ha potuto tutelare la sicurezza del personale, garantendo nel contempo il servizio in modo puntuale. Nel dettaglio, le aziende di raccolta hanno effettuato ritiri su appuntamento per ridurre i rischi, mentre  le raffinerie hanno svolto manutenzioni e ridotto il passo degli impianti; si è inoltre provveduto a ottimizzare i tempi di apertura dei depositi consortili con attenta programmazione.

Non solo la raccolta dell’olio lubrificante usato non è stato interrotta ma con la ripartenza delle attività economiche e il riavvio degli impianti industriali, il Conou è riuscito fronteggiare la ripresa del livello della domanda. Le misure di blocco hanno infatti portato anche ad una brusca frenata nel consumo di lubrificanti e oli minerali. Al punto che nei primi mesi di questo 2020, la raccolta nazionali di oli usati è calata del 30% rispetto al 2019. Le maggiori riduzioni si sono registrate al Centro-Sud (meno 47 per cento).

«La collaborazione tra gli attori della filiera che compongono il Consorzio – spiega oggi il Vice Presidente del Conou Riccardo Piunti  – si è rivelata la chiave vincente, che ha consentito il mantenimento dell’operatività di servizio, la gestione della crisi e il recupero della stabilità del processo. Grazie a questo approccio, il Consorzio ha chiuso, anche durante l’emergenza, il cerchio dell’economia circolare dell’olio lubrificante»

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Scritto da Ernesto Martin