L’infografica mostra chi sono i maggiori produttori di plastica. Spiccano in testa le produttrici di bibite, ma come si vede il problema si estende ai molti prodotti di uso quotidiano. Quello che va ripensato, a mio avviso, è l’intero sistema economico. Se al primo posto ci saranno sempre i profitti economici e finanziari, l’uomo e l’ambiente ne soffriranno sempre e comunque. Se produrre in pochi luoghi e vendere ovunque è economicamente conveniente, bisogna capire che lo è solo per chi gode di quel vantaggio economico e finanziario. Ma per tutto il resto è assolutamente dannoso. Certo la soluzione non è semplice, ma bisogna cambiare rotta.

i maggiori produttori di plastica
Il problema non sono solo le bibite

Secondo un rapporto le tre aziende per il terzo anno consecutivo raggiungono il primato: le loro bottiglie sono state trovate sulle spiagge di oltre 50 nazioni di tutto il mondo

Un primato per niente lusinghiero quello conquistato da Coca-Cola, PepsiCo e Nestlé per il terzo anno consecutivo. Le tre multinazionali sono state accusate di “zero progressi” nella riduzione dei rifiuti di plastica e sono state di nuovo nominate i principali inquinatori al mondo per la quantità di questi materiali che producono.

Il report

L’associazione Break Free From Plastic nel suo consueto audit ha affermato che Coca-Cola è l’azienda le cui bottiglie sono state più frequentemente trovate tra i rifiuti in spiagge, fiumi, parchi e altri siti in 51 delle 55 nazioni analizzate. Addirittura ha fatto peggio di PepsiCo e Nestlé messe insieme: il marchio Coca-Cola è stato trovato su 13.834 pezzi di plastica, mentre il marchio PepsiCo su 5.155 e quello Nestlé su 8.633. L’audit annuale, condotto da 15mila volontari in tutto il mondo, identifica il maggior numero di prodotti in plastica di marchi globali trovati nel maggior numero di paesi. Quest’anno i volontari hanno raccolto 346.494 pezzi di rifiuti di plastica, il 63% dei quali era chiaramente contrassegnato con un marchio di consumo.

Ridurre gli imballagi monouso

“Non è sorprendente vedere gli stessi grandi marchi sul podio dei principali inquinatori di plastica al mondo per tre anni consecutivi. Queste aziende affermano di affrontare la crisi della plastica eppure continuano a investire in false soluzioni collaborando con le compagnie petrolifere per produrre ancora più plastica”, ha accusato Abigail Aguilar, coordinatrice regionale della campagna e membro di Greenpeace Sud-est asiatico, secondo cui “per fermare questo caos e combattere il cambiamento climatico, multinazionali come Coca-Cola, PepsiCo e Nestlé devono porre fine alla loro dipendenza dagli imballaggi di plastica monouso e abbandonare i combustibili fossili “, ha affermato.“

europatoday- – Redazione Bruxelles – 07 dicembre 2020
Scritto da Ernesto Martin