Ci risiamo, stiamo disperdendo nell’ambiente altri materiali inquinanti!

Siamo sempre i soliti!

Come sappiamo, il corona virus COVID-19 è una emergenza globale, sicuramente gli aspetti sanitario e sociale sono quelli da gestire oggi e fino a quando sarà necessario. Ormai sappiamo che guanti e mascherine saranno nostri alleati a lungo.

Le mascherine e i guanti che usiamo, sono spesso mono-uso. La maggior parte delle mascherine sono fatte di poliestere o di polipropilene, mentre i guanti sono fatti di lattice o di nitrile.

Il problema principale è che si fa poca attenzione allo smaltimento di questi dispositivi di protezione. Credo che in molti abbiamo visto questi dispositivi gettati a terra.

Tra le varie pratiche che le autorità ci stanno insegnando ad attuare, speriamo di sentire presto anche quella di non gettare questo tipo di rifiuto a terra. Certo, non dovrebbe servire dirlo!

Di seguito un riepilogo delle pratiche da attuare con i guanti.

I guanti in lattice: sono un prodotto biodegradabile che garantisce un alto livello di sensibilità, elasticità e impermeabilità. Queste caratteristiche le rendono simili alla plastica, ma in realtà il lattice è un prodotto naturale, ottenuto dall’incisione della corteccia degli alberi della gomma. Alla fine del loro utilizzo, quindi, i guanti in lattice devono essere smaltiti nella indifferenziata.

I guanti in nitrile: non è possibile smaltirli con un processo di riciclaggio specifico, per cui anch’essi vanno nel cestino della indifferenziata. Il nitrile è una gomma sintetica elastica, dotata di resistenza meccanica e chimica, sensibilità ed ergonomia. Si tratta di caratteristiche che rendono questo materiale ideale per chi manipola alimenti o ha necessità di massima protezione lavorando a contatto con sostanze chimiche e/o fluidi corporei. Il nitrile è prodotto a partire da un composto organico e, data la sua natura, non può essere destinato al riciclo e quindi a una parziale o totale riutilizzazione.

I guanti in vinile: hanno altra sorte visto che sono in polivinilcloruro (PVC), che va dritto nella raccolta differenziata della plastica. Questi guanti professionali hanno una sensibilità e una resistenza minore rispetto a quelli in nitrile ma l’aggiunta dei plasticizzanti li rende malleabili, modellabili, morbidi ed elastici.

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E con le mascherine

Le mascherine chirurgiche sono dispositivi di protezione individuale pensati per ridurre i rischi di infezione tra i sanitari. Sono utili perché proteggono da schizzi e secrezioni grossolane, ma non è detto proteggano dall’aerosol infetto di una persona contagiata. Devono poi essere sostituite dopo qualche ora.

Infine, ci sono le maschere dotate di filtri, l’unico dispositivo in grado di dare una protezione più o meno adeguata anche dai virus. L’efficacia filtrante viene indicata con sigle FF da P1 a P3. Le FFP2 e P3, che hanno un’efficacia filtrante rispettivamente del 92% e del 98%. Ma, anche in questo caso, dopo qualche ora il filtro si esaurisce e devono essere sostituite anch’esse.

In tutti i casi, e tranne nel caso in cui si abbiano delle mascherine lavabili, questi prodotti devono essere gettati via ogni volta dopo l’uso nella raccolta dei rifiuti indifferenziati.

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Scritto da Ernesto Martin