Si stima che in Italia ogni anno vengano gettati 5 milioni di materassi. 5.000.000 di materassi. Sembra incredibile, vero? Eppure ci basta considerare le numerose televendite di questo articolo per capire che il gode di un mercato in ottima forma. Nel corso degli anni si sono visti aprire diversi negozi e catene di negozi dedicati al nostro giaciglio.

Ogni anno ciascuno di noi produce (è una media ovviamente) ben 11kg di rifiuti tessili. La maggior parte, l’87%, finisce nel rifiuto indifferenziato.

L’abbandono dei materassi è solo la punta dell’iceberg dei rifiuti tessili

Bene, è nato il consorzio per il riciclo dei materassi. In realtà sono due i consorzi nati: Ecoremat (per i materassi) ed Ecotessili (per i tessili). Fino a prima i materassi e i tessili in genere che fine facevano? Le possibilità erano poche: donarli alle associazioni o buttarli con il rifiuto indifferenziato.

Dal 1° gennaio 2022 a livello europeo è stato stabilito che la gestione di questa categoria di rifiuto finisce nel riquadro EPR (creare delle filiere di recupero e riciclo che coinvolgano produttori, importatori e distributori)

L’Italia è all’avanguardia in Europa per l’organizzazione dei consorzi di recupero e riciclo dei rifiuti. Ora, a migliorare ancora la situazione, sono nati due nuovi consorzi che si occupano dei rifiuti tessili e dei materassi: Ecoremat ed Ecotessili.

Le imprese della distribuzione aderenti a Federdistribuzione hanno avviato due nuovi progetti di “Responsabilità estesa del produttore” (EPR – Extended Producer Responsibility) nell’ambito del Sistema Ecolight, per la gestione e il riciclo di materassi, imbottiti, abbigliamento e altri prodotti tessili dismessi.

Il Sistema Ecolight, costituito dal Consorzio Ecolight (per la gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche – RAEE e pile), da Ecopolietilene (per la gestione dei rifiuti dei beni in polietilene) amplia così il proprio ambito di azione a favore dell’ambiente.

Per i rifiuti tessili, stante le previsioni normative attuali, è ormai imminente l’obbligatorietà della loro raccolta differenziata. Infatti, anticipando le indicazioni europee, in Italia dal 1° gennaio 2022 la gestione dei rifiuti tessili ricadrà all’interno del quadro EPR, coinvolgendo quindi produttori, importatori e distributori nella filiera del riciclo e recupero. Secondo un’indagine della Commissione europea, ogni cittadino ne produce circa 11 kg ogni anno. Più di 9 kg (l’87%) vengono smaltiti nelle discariche o nei termovalorizzatori, oppure esportati in Paesi extra UE. L’obiettivo europeo è quello di ridurre al 10% la quantità di questi rifiuti che finisce in discarica.

Materassi e imbottiti sono un capitolo a parte, ma non meno rilevante sotto il profilo ecologico. La maggior parte di questi rifiuti finisce in discarica, ma un materasso può essere recuperato fino al 90% del suo peso.

Spiega Giancarlo Dezio, presidente di Ecoremat e di Ecotessili: «I nostri punti di riferimento sono le aziende, chiamate a svolgere un ruolo attivo nel contesto dell’economia circolare e rispondere a quella responsabilità estesa del produttore che sta diventando sempre più il fulcro delle norme di tutela ambientale».

Marco Pagani, direttore Normativa e Rapporti Istituzionali di Federdistribuzione e vicepresidente di Ecolight, afferma: «Federdistribuzione crede fermamente nel ruolo strategico che la distribuzione moderna può svolgere nella transizione ecologica del Paese e continuerà quindi a lavorare in questa direzione».

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Scritto da Ernesto Martin