Sono passati ormai vent’anni da quando anche in Italia si è iniziato a pensare consapevolmente alla raccolta differenziata, grazie alla Riforma dei rifiuti che ha istituito il CONAI Consorzio Nazionale Imballaggi per la raccolta di carta, vetro, plastica, alluminio e poi batterie e olii. Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti solidi urbani, (quello che concerne le nostre pattumiere), il bilancio sembra essere positivo, ma potrebbe senza dubbio migliorare.

Da una raccolta differenziata inferiore al 9% nel 1997, si e’ passati ad oltre il 47% nel 2015. C’è da dire che la popolazione italiana ha cominciato ad avere un approccio più responsabile a riguardo. Ora gli obiettivi europei richiedono di raggiungere il 60% di riciclo dei rifiuti urbani per il 2025 e 65% entro il 2030. Obiettivi dunque ambiziosi ma potrebbero essere a portata di mano, a patto che tutto il territorio nazionale si impegni a farlo. Purtroppo in molte zone si presta ancora poca attenzione ai rifiuti non urbani, che costituiscono la larga maggioranza.

Le importanti quantità di rifiuti avviati al riciclo hanno fatto crescere il settore industriale della green economy che vede i rifiuti come risorsa e quindi non più solo qualcosa di cui liberarsi. Se i dati di riciclaggio in Italia raggiungessero gli obiettivi europei  in particolare nell’arredamento e nell’industria tessile, si potrebbero creare in Italia almeno 190mila nuovi posti di lavoro, voi cosa ne pensate? Noi di Pattulindo crediamo valga la pena almeno tentare..?.

Buon week-end a tutti.

 

Scritto da Laura Sgobbi