La plastica, oltre a semplificare alcuni aspetti della nostra vita, crea un sacco di problemi ed ha invaso il mondo. In realtà il problema non è la plastica, ma la sua dispersione nell’ambiente. Se fosse sempre raccolta e riciclata, non sarebbe nell’ambiente a inquinare.

Uno dei fenomeni più visibili sono le isole di plastica negli oceani. Purtroppo i problemi non finiscono lì, ci sono situazioni anche peggiori e non altrettanto visibili. Uno di questi deriva dalla capacità della plastica di sgretolarsi in migliaia di piccole particelle, che vengono dette MICROPLASTICHE. Queste, aiutate anche dai fenomeni atmosferici, finiscono ovunque: nelle falde acquifere, nel terreno e nei fondali marini. Così vengono ingerite dagli animali e dagli insetti. Questo causa una contaminazione anche della nostra filiera alimentare.

Uno degli impieghi più diffusi della plastica, è negli imballaggi. Il polistirolo in particolare vieve spesso usato come materiale riempitivo e di protezione per le spedizioni e i trasporti. Dall’università di Göttingen (Germania) arriva uno studio per l’uso dei POP CORN al posto del polistirolo. Sì, proprio i Pop Corn che sgranocchiamo di fronte ad un bel film. Sarebbe un materiale ideale, vista l’alta biodegradabilità. Di seguito un articolo che riporta alcuni dati molto interessanti.

I Pop Corn contengono aria come il polistirolo

Popcorn al posto del polistirolo, la nuova frontiera per liberarci dalla plastica negli imballaggi

Conosciamo i popcorn come tradizionali snack da cinema, ma presto potrebbero essere utilizzati anche per la costruzione di case, mobili e addirittura navi da crociera. Com’è possibile? I popcorn potranno davvero diventare il materiale (green) del futuro?

Ogni anno quasi 10 milioni di tonnellate di polistirolo vengono prodotte ed utilizzate negli ambiti più disparati – dal packaging industriale alla produzione di piatti e bicchieri monouso. Tuttavia, aldilà della sua indiscutibile utilità e praticità, il polistirolo ha un lato oscuro: non è biodegradabile e ha la tendenza a distruggersi nell’ambiente, disperdendosi in milioni di piccolissime particelle che finiscono nel terreno o nelle acque.

Un imballo fatto di Pop Corn. @Carolin Pertsch/Georg-August-Universität Göttingen

Per questo motivo i ricercatori dell’università di Göttingen hanno investito anni di ricerca nel tentativo di trovare un’alternativa green all’uso di questo materiale. Dopo numerosi tentativi sono riusciti a creare un materiale tridimensionale che può essere prodotto da popcorn ridotti in ‘granuli’ di dimensioni tutte uguali. i granuli sono poi pressati insieme per creare fogli o pannelli di eco-polistirolo.

Il grande vantaggio di questo materiale è che, derivando da un alimento, è altamente biodegradabile ed ecosostenibile: questo innovativo packaging derivante dalle piante, infatti, è un’ottima alternativa al polistirolo, che deriva dal petrolio, e si decompone nell’ambiente dopo l’uso senza lasciare residui.

“Se si taglia un popcorn e lo si osserva al microscopio, si osserva che questo ha una struttura molecolare simile a quella del polistirolo” piega il professor Alireza Kharazipour, che ha guidato il team di ricerca. “La produzione di questa nuovo materiale, basata su una tecnologia sviluppata nell’industria plastica, creazione la produzione di un’ampia gamma di oggetti.” Questo è particolarmente importante per quanto riguarda gli imballaggi, perché assicura che i prodotti siano trasportati in modo corretto – il che minimizza lo spreco.” Il nuovo materiale a base di popcorn, infatti, ha proprietà idrorepellenti, il che apre alla possibilità di ulteriori suoi utilizzi nel futuro.

Per ora questo materiale è stato utilizzato per la produzione di accessori per la cucina, ma le possibilità di utilizzo sono potenzialmente infinite.

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Scritto da Ernesto Martin