Il nostro Paese ha un primato: essere il primo a recepire una norma europea estendendola anche ai palloncini e ai bicchieri. Già, i palloncini, tanto amati dai nostri bambini (e anche da molti di noi), creano un sacco di problemi. Uno su tutti è che cadono in luoghi spesso inaccessibili, quindi si disperdono nell’ambiente. E il più delle volte salgono nell’atmosfera fino a scoppiare (la pressione in quota scende, i palloncini si dilatano, e bum…) e cadono a brandelli spesso in mare. E gli uccelli marini, scambiandoli per pesci, li mangiano!

Rappresentano il 20% dei rifiuti in mare!

E i bicchieri?

Solo in Italia ne usiamo tra i 6 e i 7 miliardi all’anno! Si, miliardi. Basta pensare alle macchinette del caffè, tonnellate di plastica inutilmente sparpagliate nell’ambiente. Perché l’uso alimentare richiede caratteristiche che si trovano quasi sempre solo nella plastica vergine. Sono il 20% dei rifiuti marini. In questo articolo troverete molti dati precisi che rendono l’idea del fenomeno.

Brava Italia!

Plastica monouso, verso il divieto anche per bicchieri e palloncini

“Grazie al grande lavoro che sta svolgendo il Parlamento, l’Italia è l’unico Paese a recepire la direttiva europea sul divieto dell’uso e getta estendendolo anche ai bicchieri e ai palloncini. Questa norma, che grazie al lavoro di Barbara Floridia, Pietro Lorefice, a tutta la commissione ambiente e della commissione europea del Senato, è stata approvata, ora va in Aula per l’approvazione nella legge delega europea”. Così il ministro dell’Ambiente Sergio Costa su Facebook spiegando che “la plastica usa e getta è un problema e va affrontato in modo drastico e deciso”. Fra poco più di tre mesi l’Europa dirà addio ai monouso in plastica, scatterà la Plastic Tax e saranno incrementati i nuovi percorsi sulla spinta del Green Deal per tentare di porre un freno all’inquinamento legato a questo materiale inquinante. In questo contesto, in un mondo che dovrà sempre più essere basato su riciclo, economia circolare e meno sprechi, dal primo gennaio 2021 entrerà in vigore la direttiva europea che vedrà vietati per esempio la vendita di piatti e stoviglie di plastica, ma anche di cannucce e  di prodotti vari non compostabili o biodegradabili. 

Ma non basta. “Tra i 6 e i 7 miliardi di bicchieri di plastica usa e getta – scrive il ministro Costa – vengono utilizzati in un anno solo in Italia, e rappresentano il 20% dei rifiuti marini in tutto il mondo. I palloncini sono uno dei maggiori pericoli per foche, tartarughe e uccelli marini. Per questo è importante e urgente ridurre l’usa e getta. Solo intervenendo nella nostra quotidianità abbiamo la possibilità di difendere il pianeta, perché abbiamo solo questo e dobbiamo tutelarlo. Esistono alternative, usiamole”.
Con una stima fra 8 e 13 milioni di tonnellate di plastica che ogni anno continuano a finire negli oceani, l’associazione ambientalista Marevivo ha chiesto di fare un passo in avanti in più estendendo il divieto di plastica monouso anche per bicchieri e palloncini che inquinano i nostri mari. “Marevivo ringrazia i senatori Floridia, L’Abbate, La Mura, Moronese, Quarto e Lorefice, che hanno presentato su proposta dell’associazione ambientalista un emendamento alla direttiva europea SUP (single use plastics) per ampliare ai bicchieri e ai palloncini la disciplina sulle limitazioni e i divieti di vendita degli articoli in plastica monouso” scrive l’associazione.

Per l’Italia sarebbe di fatto un ulteriore impegno in una lunga lotta alla mala gestione della plastica che è già passata, fra i primi in Europa, per il divieto dei sacchetti di plastica non biodegradabili sino al divieto di cotton fioc non compostabili e biodegradabili entrato in vigore già da inizio 2020. 

Ora, mentre per inizio anno è prevista anche la Plastic Tax e in attesa di sapere se anche bicchieri e palloncini potranno in futuro rientrare nei divieti, l’Europa chiede a tutti i Paesi di centrare un obiettivo difficile: raccogliere entro il 2029 il 90% delle bottiglie di plastica (con vari sistemi, fra cui il vuoto a rendere), far sì che entro il 2025 tutte le bottiglie di plastica siano prodotte con almeno il 25% di materiale riciclabile (e entro il 2030 dovrà essere il 30%).
 In vista della partenza si attende maggiore chiarezza e trasparenza anche per le etichette che dovranno aiutarci, in maniera certificata, a capire quando un prodotto è biodegradabile o compostabile e quando non lo è, un altro obbligo dettato dall’Europa sarà poi quello di etichettare vari prodotti, dal tabacco con filtri sino a salviettine umidificate, indicando in che maniera corretta andranno smaltite.
 Infine, mentre si stima che il divieto europeo per i monouso porter porterà a una riduzione del 10-20% del materiale plastico in mare, un nuovo problema, sempre legato a componenti plastiche, andrà presto affrontato visti i volumi con cui sta danneggiando i nostri mari: l’inquinamento dovuto dall’abbandono di mascherine e guanti imposte dalle disposizioni anti Covid.

GIACOMO TALIGNANI su Repubblica

Scritto da Ernesto Martin