Quanta plastica sulla nostra amata Terra, gli oceani ormai ne sono pieni. Un’ultima scoperta potrebbe però cambiare finalmente le cose. Si tratta di un enzima che sembra “mangiare” alcune tra le tipologie più inquinanti, candidandosi a diventare lo spazzino del nostro Pianeta.  fUn gruppo di ricerca internazionale formato da esperti di Università di Portsmouth (Uk), Biotechnology and Biological Sciences Research Council (uk) e National Renewable Energy Laboratory (Usa) hanno individuato questa possibilità quasi per caso. Bottiglie di plastica realizzate in polietilene tereftalato (PET) che persiste per centinaia di anni nell’ambiente potrebbero “scomparire” grazie quindi ad un enzima, accidentalmente mutato nel corso di uno studio mirato a determinare la sua struttura. L’”errore” ha portato ad un altro enzima che appare ottimo nel digerire materiali quasi eterni.

 

“I colpi di fortuna giocano spesso un ruolo significativo nella ricerca scientifica di base e la nostra ricerca non fa eccezione (come nel caso della scoperta degli antibiotici, avvenuta per puro caso, N.d.R.) – Sebbene il miglioramento sia modesto, questa scoperta inaspettata suggerisce che c’è spazio per migliorare ulteriormente questi enzimi, avvicinandoci a una soluzione di riciclo per la montagna di plastica in continua crescita”. Hanno spiegato i ricercatori.

Secondo recenti controlli andando avanti di questo passo gli oceani in futuro potrebbero contenere più bottiglie di plastica che pesci, un vero e proprio disastro ambientale di cui siamo la causa e al DOBBIAMO trovare una soluzione. L’enzima ottenuto nel corso di questa ricerca regala una speranza in più. “Il processo di ingegneria è molto simile a quello degli enzimi attualmente utilizzati nei detergenti per il lavaggio biologico e nella produzione di biocarburanti.  La tecnologia esiste e ci sono ottime possibilità che nei prossimi anni si ottenga un processo industriale che trasformi il PET e potenzialmente altri materiali come PEF, PLA e PBS nei loro “mattoni originali”, in modo che possano essere riciclati in modo sostenibile”.  Anche se la ricerca è ancora “su scala laboratorio” lascia ben sperare, anche se il primo vero modo per migliorare la situazione attuale è prestare più attenzione all’uso che facciamo degli imballaggi e alla differenziazione dei rifiuti, anche e soprattutto ad uso domestico. Iniziate dal vostro ambiente quotidiano, date un’occhiata ai nostri contenitori di design, è sempre il momento buono per iniziare a cambiare.

Scritto da Laura Sgobbi