Maggio 8, 2018 News Nessun commento

Che cos’è l’amianto? Forse non tutti conoscono davvero di cosa si tratta. Con amianto si intende un insieme di minerali appartenenti al gruppo dei silicati. In realtà è presente in natura e si ottiene dalla roccia madre dopo un processo di macinazione e arricchimento, cioè quel procedimento che va dall’estrazione alla separazione del minerale puro dalla ganga. La sua composizione materica è composta da microscopiche fibre che, se rilasciate nell’aria, possono essere inalate. Il vero e proprio pericolo di questo materiale è infatti la possibilità che si sfaldi nel tempo, rilasciando nell’ambiente circostante particelle nocive che, se respirate, possono provocare gravi infezioni alle vie respiratorie, tumori alla laringe e ai polmoni. Il potenziale di pericolosità dell’amianto è variabile, tendenzialmente, più il prodotto realizzato in amianto è usurato, più le fibre sono rilasciate in quantità nell’aria. Ecco perché è importante procedere con l’individuazione, bonifica e al suo smaltimento, affidandosi ad aziende qualificate.

La forma più diffusa e conosciuta di amianto è l’eternit,  un composto che vede insieme fibre di amianto e cemento. Quest’ultimo funge da legante: compatta le fibre e ne impedisce la dispersione. Il materiale duro che ne deriva può sbriciolarsi o rilasciare polveri solo se la superficie è intaccata da attrezzi meccanici. Per questo si potrebbe ritenere meno nocivo fino a che abrasioni, usura e degrado, cominciano ugualmente a causare rotture, progressivi sfaldamenti e conseguente rilascio di particelle. L’ amianto friabile si presenta invece in forma pura o combinata con sostanze che non assolvono funzione compattante. Per questo è altamente soggetto allo sgretolarsi se non addirittura sbriciolarsi divenendo polvere in cui le fibre sono talmente sottili da rimanere in sospensione nell’aria per lungo tempo.

L’amianto friabile è, dunque, molto nocivo ed è quindi necessaria la bonifica che prevede attente e complesse procedure di rimozione che vanno eseguite da personale altamente qualificato. Oggi che si conosce la sua nocività per la nostra salute, questo materiale non viene più usato, precise norme ne vietano l’impiego e altre istituiscono criteri per la bonifica, poiché fu impiegato per lungo tempo in edilizia e nel settore industriale.  La bonifica dell’amianto friabile si esegue secondo precise indicazioni a partire dal confinamento, che consiste nel rivestire il manufatto con involucri tali da sigillarlo e isolarlo dall’ambiente circostante è necessario poi eliminare ogni possibile traccia con procedure a umido e l’uso di attrezzi manuali così da evitare il più possibile la formazione di polvere.

Scritto da Laura Sgobbi