Avrete già visto questa foto, pubblicata molte volte nel web negli ultimi mesi. Mi ha scioccato. Si tratta di un surfista nei pressi dell’isola di Java in Indonesia. Ce ne sono altre delle Maldive che fanno saltare sulla sedia. Le posterò…

Iniziamo a cercare di capire come si compone il totale dei rifiuti. Più avanti analizzeremo come si sparpagliano nell’ambiente e perché.

 

Vorrei dedicare questo post alla classificazione dei rifiuti. Uso come fonte il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Di seguito troverete la classificazione dei rifiuti esclusi quelli che si possono differenziare. Non è difficile capire che più si aumenta la raccolta differenziata dei rifiuti e più sarà agevolata la gestione del resto della massa. Vediamo che dice il Ministero per i rifiuti:

I rifiuti urbani

Fanno parte dei rifiuti urbani:
  • Rifiuti domestici anche ingombranti rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade
  • rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche
  • rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi e aree cimiteriali.
Sapere qual’è la composizione dei rifiuti rifiuti urbani permette di programmare meglio la gestione, quindi lo smaltimento e il riciclaggio. Una consistente presenza di frazioni combustibili con elevato potere calorifico, ad esempio, può orientare verso l’incenerimento con recupero di calore. La percentuale di inerti, invece, permette di orientare la quota di materiali da conferire, comunque in discarica.
Secondo il rapporto ISPRA aggiornato al 12/2015, la produzione di rifiuti urbani in Italia nel 2014 è stata di 29.655.300 tonnellate.
I rifiuti speciali

Fanno parte dei rifiuti speciali:
  • I rifiuti da lavorazione industriale
  • i rifiuti da attività commerciali
  • i rifiuti derivanti dall”attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti da trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi
  • i rifiuti derivanti da attività sanitarie
  • i macchinari e le apparecchiature deteriorati ed obsoleti
  • i veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti
  • altri.

I dati ISPRA indicano che l’Italia ha prodotto 162.764.632 di tonnellate di rifiuti speciali di cui: Pericolosi per 153.290.186 e Non pericolosi 9.474.446 (sempre tonnellate).

I rifiuti urbani pericolosi (RUP)

I rifiuti urbani pericolosi sono costituiti da tutta quella serie di rifiuti che, pur avendo un’origine civile, contengono al loro interno un’elevata dose di sostanze pericolose e che quindi devono essere gestiti diversamente dal flusso dei rifiuti urbani “normali”.
Tra i RUP, i principali sono:
  • medicinali scaduti
  • pile.

I rifiuti RUP sono principalmente PILE e FARMACI. Nel 2014 l’italia ha esportato circa 1.000 tonnellate di RUP per il trattamento transfrontaliero.

I rifiuti speciali pericolosi

I rifiuti speciali pericolosi sono quei rifiuti generati dalle attività produttive che contengono al loro interno un’elevata dose di sostanze inquinanti. Per questo motivo occorre renderli innocui, cioè trattarli in modo da ridurne drasticamente la pericolosità. Nella normativa precedente rispetto a quella in vigore attualmente, tali rifiuti erano definiti come rifiuti tossico nocivi. Vediamo quali sono i processi che producono questi rifiuti:
  • Raffinazione del petrolio
  • processi chimici
  • industria fotografica
  • industria metallurgica
  • oli esauriti
  • solventi
  • produzione conciaria e tessile
  • impianti di trattamento dei rifiuti
  • ricerca medica e veterinaria

In sostanza il privato cittadino si deve preoccupare solo dei rifiuti urbani. Anzi, il cittadine deve preoccuparsi di tutti i rifiuti. Solo che su quelli urbani abbiamo un ruolo attivo. Abbiamo visto come aumentando la raccolta differenziata dei rifiuti andiamo ad abbattere i rifiuti urbani. Se conferiamo i rifiuti correttamente e non li abbandoniamo per strada o altrove non andremo ad aumentare l massa dei rifiuti urbani. Qualcosa possiamo fare. Dai! Mettiamoci in testa di modificare le nostre abitudini e facciamo diventare la raccolta differenziata dei rifiuti un gesto semplice e naturale.

E per il resto? Ce ne freghiamo?

NO, credo che la nostra parte attiva possiamo averla monitorando, informandoci e chiedendo alle istituzioni di essere efficaci ed efficienti nella corretta gestione dei rifiuti.

 

Scritto da Ernesto Martin