Conosciamo tutti la gravita’ dell’inquinamento negli oceani ed il pericolo di estinzione della fauna marina, il lato positivo di questa brutta situazione è che l’emergenza possa portare a trovare soluzioni innovative e a idee di business che si integrano perfettamente con una logica di sviluppo sostenibile. Tanto semplice quanto geniale è infatti la trovata di Bureo nata dalle menti di tre giovani americani, appassionati di sport acquatici e stanchi di vedere il mare ricolmo di spazzatura e plastica. Si tratta di un’azienda che trasforma le reti da pesca in disuso o abbandonate in materiale per creare skateboard e altri accessori, come occhiali da sole.

Secondo una stima del WWF oltre un milione di reti da pesca finisce ogni ora per essere gettato in mare. Le reti da pesca e le tramaglie sono infatti tra le cause di maggior inquinamento nei mari, dal momento che ci mettono circa 400 anni a decomporsi. Proprio in questa ottica i tre imprenditori hanno deciso di coinvolgere direttamente un villaggio cileno di pescatori, Caleta Tumbles, installando sui pontili alcuni contenitori per la raccolta differenziata destinati proprio alle reti da pesca che vengono, in media, rimpiazzate ogni tre settimane di utilizzo. Con i cassonetti sistemati proprio sul molo, i pescatori non hanno più motivo per liberarsi delle reti vecchie abbandonandole alle acque. Una volta raccolte, vengono trasportate a Santiago del Cile dove vengono sottoposte ad un processo di lavorazione che ne consente la fusione e la trasformazione in unmateriale plastico altamente malleabile

In due anni di attività, l’azienda è riuscita a riciclare 50 tonnellate di reti da pesca, vendendo circa 4.000 skateboard e 2.000 occhiali da sole, generando un fatturato di oltre 500.000 dollari. Un esempio lampante di come l’economia circolare possa portare ad un nuovo stile di business, rispettoso dell’ambiente ma anche molto remunerativo.

Scritto da Laura Sgobbi